Genziana ‘Crocetta’
Rosa ‘Sunsprite’
Rosa ‘Eglantyne’
La sopravvivenza oncologica supera la soglia del 70%
Secondo l’ultimo rapporto Cancer Facts & Figures della American Cancer Society, la sopravvivenza relativa a cinque anni per l’insieme di tutti i tumori ha raggiunto il 70%. È la prima volta che questo valore supera ufficialmente la soglia simbolica del 70%, confermando e rafforzando una tendenza in crescita da decenni.
Fino a pochi mesi fa, il dato di riferimento era attestato intorno al 69%, valore già straordinario se confrontato con il 49% degli anni Settanta. L’aggiornamento non è un semplice aggiustamento statistico: rappresenta una validazione epidemiologica solida, basata su registri oncologici di lungo periodo e su metodologie standardizzate di analisi della sopravvivenza relativa.
Il nuovo 70% riflette l’effetto combinato di diagnosi più precoci, terapie mirate, immunoterapia, migliore gestione clinica del paziente e, sempre più, prevenzione primaria. La riduzione del fumo, l’estensione degli screening e le vaccinazioni oncologiche stanno contribuendo in modo strutturale a spostare la curva della sopravvivenza verso l’alto.
Per il Cancer Survival Clock, questo aggiornamento segna un passaggio chiave: la lancetta avanza ufficialmente dal 69% al 70%, non come previsione, ma come dato osservato. Un passo piccolo nei numeri, enorme nel significato: indica che il progresso non si è fermato e che la traiettoria verso una sopravvivenza media sempre più elevata è reale, misurabile e documentata.
Il 70% non è un punto di arrivo, ma un nuovo punto di partenza. Dimostra che il tempo di vita guadagnato contro il cancro continua ad aumentare – e che la sfida ora è rendere questo progresso più rapido, più equo e accessibile a tutti.
Fonte: Cancer Facts & Figures, American Cancer Society
Nuova combinazione riaccende la speranza nel PIK3CA
Lo studio di fase III INAVO120 ha aperto una nuova strada terapeutica per le pazienti con tumore al seno avanzato caratterizzato dalla mutazione PIK3CA. I risultati dimostrano che la combinazione di inavolisib, un inibitore specifico della via PI3K, associato a palbociclib, un inibitore di CDK4/6, e a fulvestrant, terapia endocrina di riferimento, offre un miglioramento significativo della sopravvivenza globale rispetto alla terapia endocrina standard.
Questo approccio si è rivelato particolarmente efficace nelle pazienti con tumore resistente alle terapie ormonali, una condizione che spesso limita le opzioni di trattamento disponibili. L’aggiunta di inavolisib ha permesso di ottenere remissioni più durature e un controllo più efficace della malattia, rappresentando un importante passo avanti per una popolazione oncologica ad alto rischio.
La mutazione PIK3CA è una delle alterazioni genetiche più comuni nel tumore al seno HR-positivo e costituisce un fattore di resistenza alla terapia endocrina. Per questo motivo, l’efficacia di questa tripla combinazione apre la strada a un modello sempre più orientato alla medicina di precisione.
Il trial INAVO120 segna quindi un progresso significativo, dimostrando che l’integrazione di terapie target può tradursi in benefici concreti per le pazienti e nella possibilità di un futuro con trattamenti più personalizzati ed efficaci.
CAR-T contro tumori solidi
Nel 2025, una scoperta rivoluzionaria ha segnato un punto di svolta nella lotta contro i tumori solidi: per la prima volta, la terapia CAR-T ha dimostrato efficacia nel trattamento del cancro gastrico. Fino a oggi, l’approccio CAR-T – che consiste nell’ingegnerizzare le cellule T del paziente affinché riconoscano e attacchino le cellule tumorali – era stato utilizzato con successo soprattutto per leucemie e linfomi. Tuttavia, i tumori solidi rappresentavano una sfida maggiore, a causa del microambiente tumorale più complesso e della difficoltà di penetrazione delle cellule T all’interno della massa tumorale.
Lo studio clinico condotto in Cina ha coinvolto pazienti con carcinoma gastrico avanzato refrattario. I risultati sono stati incoraggianti: la sopravvivenza mediana è passata da 5,5 a 7,9 mesi, e i pazienti hanno tollerato bene il trattamento. Il meccanismo si basa sull’uso di cellule CAR-T mirate contro la molecola CLDN18.2, una proteina espressa sulla superficie di molte cellule tumorali gastriche. Questo successo apre nuove possibilità per estendere la CAR-T anche ad altri tumori solidi, come quelli del pancreas, del polmone e dell’ovaio.
Si tratta di un progresso straordinario nella medicina oncologica personalizzata e potrebbe cambiare radicalmente la prognosi di milioni di pazienti.
Fonti:
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[Cell Research, 2025 (studi clinici su CLDN18.2 CAR-T)]
Terapie del Microbioma e Oncologia
La ricerca sul microbioma intestinale sta aprendo nuove prospettive nella prevenzione e nel trattamento dei tumori. Studi recenti hanno dimostrato che la composizione del microbiota può influenzare in modo significativo l’efficacia delle terapie oncologiche, in particolare dell’immunoterapia.
Alcuni ceppi batterici sono in grado di modulare il sistema immunitario, potenziando la risposta dell’organismo contro le cellule tumorali. Nuove tecnologie stanno inoltre rendendo possibile l’ingegnerizzazione di batteri “intelligenti”, capaci di rilasciare molecole antitumorali direttamente nel microambiente tumorale, con un livello di precisione senza precedenti.
Tra gli studi più rilevanti:
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Routy et al., Science (2018) ha evidenziato come la presenza di specifici batteri intestinali migliori la risposta all’immunoterapia anti-PD-1 in pazienti con carcinoma polmonare e renale.
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Tanoue et al., Nature (2019) ha identificato consorzi batterici in grado di attivare cellule T antitumorali.
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Baruch et al., Science (2021) ha dimostrato l’efficacia di batteri ingegnerizzati nel potenziare la risposta ai checkpoint immunitari in modelli animali.
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Montalban-Arques et al., Nature Communications (2022) ha mostrato come un cocktail batterico vivo sia in grado di ridurre significativamente lo sviluppo di tumori del colon nei topi.
Questi risultati stanno portando allo sviluppo di terapie personalizzate basate sul profilo del microbioma, che potrebbero affiancare e rafforzare le cure oncologiche convenzionali. Le terapie del microbioma rappresentano una promettente evoluzione della medicina di precisione, con applicazioni concrete già in fase di sperimentazione clinica.
Gene editing orale contro CRC
Un nuovo sistema di editing genico CRISPR-Cas9, somministrato per via orale, migliora l’efficacia della chemio-immunoterapia nel cancro colorettale. Il trattamento colpisce il gene TRAP1, responsabile della resistenza alla terapia e dell’immunosoppressione, potenziando la morte cellulare tumorale e la risposta immunitaria. La nanoparticella attraversa la barriera intestinale e si accumula nei tessuti tumorali. Nei modelli animali, ha mostrato effetti antitumorali sinergici senza tossicità. Una strategia promettente per trattare CRC avanzato in modo non invasivo, superando i limiti della terapia convenzionale.
l’AI entra negli esami del sangue
Negli ultimi mesi, la FDA ha approvato un nuovo test ematico basato su intelligenza artificiale in grado di identificare precocemente più di 10 tipologie tumorali, con una precisione superiore al 90%. Il test analizza tracce di DNA tumorale circolante nel sangue, rilevando alterazioni indicative della presenza di un tumore già nelle sue fasi iniziali (stadio 0/I), quando le possibilità di trattamento sono maggiori. Potenziale beneficio: potrebbe contribuire a ridurre la percentuale di diagnosi tardive, particolarmente per tumori oggi difficili da identificare precocemente (es. pancreas, ovaio).
Cabozantinib approvato per tumori neuroendocrini
La FDA ha approvato Cabozantinib il 26 marzo 2025 per il trattamento di tumori neuroendocrini pancreatici ed extra-pancreatici avanzati, ben differenziati e già trattati. La decisione si basa sui risultati dello studio CABINET, che ha dimostrato un significativo miglioramento della sopravvivenza libera da progressione rispetto al placebo. Una svolta importante nella lotta contro i tumori rari.
Terapia con cellule CAR-T per il linfoma
Le terapie con cellule CAR-T continuano a mostrare risultati promettenti nel trattamento dei linfomi, offrendo risposte durature in pazienti con opzioni limitate.
Radioligandi per il cancro alla prostata
FPI-2265, sviluppato da Fusion Pharmaceuticals, è in fase avanzata di sperimentazione per il trattamento del cancro alla prostata resistente alla castrazione metastatico, utilizzando radioligandi per colpire specificamente le cellule tumorali.
Inibitori di KRAS per il cancro del colon-retto
Adagrasib ha dimostrato un’efficacia sostenuta nel trattamento del cancro del colon-retto precedentemente trattato, offrendo nuove speranze per i pazienti con mutazioni KRAS.
Osimertinib per il tumore al polmone non a piccole cellule
Uno studio decennale ha dimostrato che osimertinib riduce il rischio di morte del 51% nei pazienti con tumore del polmone non a piccole cellule in stadio iniziale con mutazione del gene EGFR.
Fruquintinib per il cancro del colon-retto metastatico
Approvato nell’UE come prima nuova terapia target in oltre un decennio, basata sui risultati positivi dello studio FASE III FRESCO-2
Fruquintinib migliora significativamente la sopravvivenza dei pazienti con tumore avanzato, offrendo una nuova opzione terapeutica mirata, anche per pazienti sottoposti a trattamenti tradizionali senza successo
Nuovo farmaco per il tumore al polmone avanzato
Osimertinib, secondo lo studio pubblicato sul New England Journal of Medicine, riduce dell’84% il rischio di progressione o morte nel carcinoma polmonare avanzato con mutazione EGFR, migliorando significativamente la sopravvivenza.


