"L’arte è la medicina dell’anima" – Platone

L’arte delle cellule

Victoria’s Cells® è un progetto unico nel suo genere, nato dall’intuizione della Dott.ssa Vittoria Lombardo, citopatologa e artista. L’idea è semplice e potente: trasformare le cellule osservate al microscopio in opere d’arte visivamente sorprendenti, capaci di raccontare storie complesse in modo immediato. Attraverso immagini colorate e cariche di significato, Victoria’s Cells® rende la citologia accessibile e affascinante, aprendo una nuova via alla prevenzione oncologica e alla divulgazione scientifica.

Cellule e prevenzione

Il cuore del progetto è la prevenzione. Tradurre il linguaggio tecnico della medicina in immagini significa abbattere barriere, facilitare la comprensione e, soprattutto, creare consapevolezza. I tumori femminili – come quello del collo dell’utero – possono essere prevenuti con screening regolari e vaccinazioni mirate. Ma perché questo accada, serve conoscenza. Victoria’s Cells® offre un’alternativa potente ai classici opuscoli informativi: l’immagine diventa strumento educativo, emozionale e culturale.

Immagini che insegnano

Un’altra caratteristica innovativa del progetto è l’uso della metafora visiva per insegnare la morfologia cellulare. Sezioni come Victoria’s Zoo e Victoria’s Fantasy mostrano cellule che assumono l’aspetto di animali, maschere o creature fantastiche. Questa tecnica pedagogica rende l’apprendimento intuitivo, associativo, divertente e memorabile. L’occhio osserva, la mente collega e il sapere si imprime. Un metodo utile sia per studenti che per professionisti in formazione continua.

Un messaggio globale

L’impatto di Victoria’s Cells® si estende anche ai paesi a basso reddito o con scarso accesso alla prevenzione oncologica. Le immagini, intuitive e universali, superano le barriere linguistiche e culturali, diventando strumenti educativi per formare medici, infermieri e tecnici di laboratorio anche in aree dove mancano risorse. In questo senso, il progetto assume una valenza sociale ed etica importante: l’arte al servizio della salute globale.

Vittoria Lombardo

La Dott.ssa Vittoria Lombardo è una citopatologa italiana, membro professionale dell’International Academy of Cytology (PMIAC) e Storica della Medicina, attiva fin dal 1990 nell’ambito della prevenzione della malattia oncologica.
Specializzata, ha frequentato la sezione di Anatomia e Istologia Patologica dell’Università degli Studi di Torino, superando con successo il test di Competenza Europeo EFCS-QUATE.
È un’esperta nella lettura computer-assistita dal Focal Point alla digital pathology.
E’ membro attivo delle più importanti società scientifiche, SIAPEC (Società Italiana di Anatomia Patologia e Citologia Diagnostica – Divisione Italiana dell’International Accademy of Pathology), SICi (Società Italiana di Citologia), GISCI (Gruppo Italiano Screening del Cervicocarcinoma) e frequenta il CSPO di Firenze, centro di eccellenza nella ricerca sul Papillomavirus (HPV).
Le sue opere visive hanno un forte impatto didattico e la dottoressa condivide la sua conoscenza insegnando al Corso di Perfezionamento in Citologia diagnostica dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, presso il policlinico Gemelli di Roma e al Master in Citopatologia Diagnostica e Screening di Popolazione dell’Università La Sapienza di Roma.
Dopo una lunga carriera dedicata alla ricerca scientifica, ha scelto di unire scienza e creatività dando vita a un linguaggio visivo originale e coinvolgente, che rappresenta le cellule — anche quelle patologiche — attraverso analogie artistiche. Le sue opere, raccolte nel progetto Victoria’s Cells®, rendono la citologia comprensibile anche ai non addetti ai lavori e diventano un inno visivo alla prevenzione, con l’obiettivo di educare e sensibilizzare in modo accessibile e immediato.

🎧1.Ritrova te stesso

Un viaggio dentro di te, per riscoprire chi sei.

  1. Ludovico Einaudi – Nuvole Bianche
  2. Coldplay – Fix You
  3. Sufjan Stevens – Mystery of Love
  4. Florence + The Machine – Shake It Out
  5. Dermot Kennedy – Outnumbered
  6. Hozier – Almost (Sweet Music)

“L’arte non guarisce la malattia, ma può guarire la persona” – Louise Bourgeois

In questa frase si cela una verità profonda che supera la logica della medicina tradizionale: mentre la scienza agisce sul corpo, l’arte parla all’anima. L’arte non pretende di sostituire la cura clinica, ma offre uno spazio interiore in cui la persona può ritrovarsi, riconoscersi, respirare.

Nel viaggio della malattia – soprattutto in quello lungo e incerto come il cancro – ci sono momenti in cui il dolore fisico si accompagna a una perdita di senso, a una frattura nell’identità. L’arte, in tutte le sue forme – dalla pittura alla scrittura, dalla musica alla fotografia – può diventare un linguaggio alternativo, un rifugio e un ponte tra ciò che si è vissuto e ciò che ancora si può essere.

Non è un caso che molti pazienti, artisti o no, si avvicinino all’arte proprio nei momenti più bui: per trasformare la paura in gesto, l’angoscia in colore, la solitudine in parola. È un processo di sublimazione che non cambia la diagnosi, ma cambia l’esperienza della diagnosi.

In questo senso, l’arte non è una cura della malattia, ma una cura della persona. È un atto di resistenza alla disgregazione, un modo per affermare che, anche dentro la fragilità, esiste ancora bellezza, possibilità, racconto.

CancerToday.info si impegna a valorizzare anche questo aspetto della cura: quello che parla di emozioni, linguaggi creativi, benessere interiore. Perché la salute non è solo l’assenza di malattia, ma anche la presenza di significato.

Aladin

Preparato su strato sottile: cellule endometriali e metaplastiche su un fondo di cellule squamose basofile ed eosinofile miste a granulociti e spermatozoi, due dei quali, hanno conservato la tipica coda.
Liquid-based cytology: metaplastic and endometrial cells on a background of squamous basophilic and eosinophilic cells mixed with granulocytes and spermatozoa, two of these retain the typical tail.

Biancaneve

Preparato su strato sottile: su uno sfondo di cellule squamose, una bellissima mela (cellule endometriali) e una farfalla fanno compagnia a Biancaneve.
Liquid-based cytology: in a background of squamous cells, a beautiful apple (endometrial cells) and a butterfly keep Snow White company.

Fantasma dell’opera

Citologico urinario. Cellule uroteliali superficiali multinucleate ad ombrello emulano la sagoma di un fantasma.

Urinary cytology. Umbrella multinucleated superficial urothelial cells remind the gost’s silhouette

Mary Poppins

Citologia Urinaria: cellule uroteliali superficiali polinucleate ad ombrello.

Urinary cytology: umbrella-shaped polynucleated superficial urothelial cells.

“La salute non analizza se stessa e neppure si guarda allo specchio. Solo noi malati sappiamo qualche cosa di noi stessi.” – Italo Svevo

Con questa frase, Svevo apre una finestra sulla natura profonda della coscienza e dell’identità. Quando siamo sani, immersi nel ritmo quotidiano della vita, raramente ci interroghiamo su chi siamo, su cosa conta davvero, o su come stiamo davvero dentro. La salute ci rende quasi invisibili a noi stessi: non abbiamo bisogno di guardarci dentro, perché tutto sembra funzionare.

Ma quando arriva la malattia – sia fisica che emotiva – il tempo cambia ritmo. I meccanismi abituali si inceppano, il corpo si fa sentire, e con esso emergono anche domande più grandi. Chi sono, ora che sono fragile? Cosa mi sostiene? Cosa mi manca? Di cosa ho davvero bisogno?

Da un punto di vista olistico, ciò che Svevo suggerisce è che la malattia può diventare un’occasione di conoscenza e persino di trasformazione. Non si tratta di idealizzarla, ma di riconoscere che da essa può emergere un sapere diverso, intimo, spirituale, che ci riguarda non solo come malati, ma come esseri umani.

Victoria’s Zoo è una collezione unica di cellule, presentate come un “zoo” in cui ogni cellula è un “animale” con caratteristiche peculiari. Questo progetto artistico-scientifico combina biologia, arte e immaginazione per mostrare la bellezza e la diversità del mondo microscopico.

Il concetto creativo si basa sull’idea di rappresentare le cellule come creature di uno zoo, ognuna dotata di un nome, una personalità e una storia. L’approccio è sia educativo che artistico, rendendo la scienza accessibile e affascinante. Tra gli “animali cellulari” presenti, alcune cellule potrebbero essere ritratte come predatori, altre come creature pacifiche, riflettendo il loro comportamento negli organismi viventi. Le loro funzioni biologiche vengono descritte in modo metaforico, ad esempio una cellula immunitaria potrebbe essere presentata come un “guardiano” dello zoo.

Gli obiettivi del progetto includono la divulgazione scientifica, con l’intento di insegnare la biologia in modo coinvolgente, ma anche la creazione di arte visiva, trasformando strutture microscopiche in opere evocative. Inoltre, il lavoro invita a una riflessione filosofica, suggerendo che la vita a livello cellulare possa essere vista come un ecosistema complesso e dinamico.

Lo stile e la forma si distinguono per illustrazioni colorate e antropomorfizzate, accompagnate da testi che mescolano humor, poesia e dati scientifici.

In conclusione, Victoria’s Zoo funge da ponte tra scienza e creatività, trasformando le cellule in personaggi di un racconto fantastico ma radicato nella realtà biologica. È un progetto adatto a curiosi, studenti e amanti dell’arte, offrendo una prospettiva originale sul micromondo che ci compone.

Per approfondimenti sulle singole cellule o per visualizzare le immagini, è possibile visitare il sito ufficiale.

Antilope

Mosaico di immagini: cellule endocervicali e della zona di trasformazione assumono la forma tondeggiante di un sole al tramonto. Le sagoma dell’antilope e della bambina sono clusters di cellule metaplastiche.

Puzzle of images: endocervical cells remind a hot sunset. The antelope and the newborn are made of metaplastic cells.

Cat

Preparato convenzionale: la disposizione di queste cellule metaplastiche ed endocervicali ricorda un gatto. Il fondo é particolarmente pulito, le cellule squamose sono del tipo più maturo, superficiali, con citoplasma eosinofilo e nuclei pinotici. I citoplasmi distesi, senza pieghettature, risultano brillanti e sottili.

Conventional preparation: the arrangement of these metaplastic and endocervical cells reminds a small cat. The background is clean and adjacent mature squamous cells show abundant eosinophilic cytoplasm and piknotic nuclei.

Baby Elephant

Preparato convenzionale: ampia lamina di cellule con colorazione orangiofila del citoplasma, dovuta ad un processo reattivo protettivo.
La forma ricorda un piccolo elefante che cerca di guadare un fiume impetuoso. Nella parte superiore della figura sono visibili cellule squamose superficiali e intermedie, eosinofile e basofile, mentre nella parte inferiore sono presenti granulociti commisti a muco, in una tipica colorazione che imita l’acqua.

On this conventional preparation a sheet of reactive orangeophilic cells looks like a baby elephant trying to ford a river. In the low band polymorphonuclear leukocytes and mucus mimic water. Normal superficial and intermediate squamous cells are seen in the background.

“Dove c’è dolore, c’è anche terreno per la trasformazione.” – Carl Gustav Jung

Il dolore, secondo Jung, non è soltanto un’esperienza negativa da evitare, ma un momento cruciale in cui l’anima ci parla. È nel disagio, nella crisi, che si aprono le crepe da cui può filtrare una nuova consapevolezza. Quando affrontiamo il dolore con coraggio, smettiamo di fuggire e iniziamo a trasformarci: abbandoniamo ciò che non ci appartiene più e ci avviciniamo alla nostra verità più profonda. Così, la sofferenza diventa il terreno fertile per un cambiamento reale, capace di renderci più integri, autentici e vivi.

Arte e musica non sono solo passioni: aiutano davvero il tuo benessere. 📚 (Journal of Psychosocial Oncology, 2011)

Concorso fotografico "Salute: il ritorno al naturale"

Foto: Elisa Crestani