Quasi 4 casi di tumore su 10 nel mondo sono legati a fattori di rischio che possiamo modificare. Non è un’opinione: è il risultato dell’analisi più ampia mai condotta sul tema, pubblicata a febbraio 2026 su Nature Medicine dall’Organizzazione Mondiale della Sanità e dalla sua Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro (IARC), su 18,7 milioni di nuovi casi diagnosticati nel 2022 in 185 paesi. Il 37,8% di quei casi — oltre 7 milioni — è attribuibile a 30 fattori di rischio modificabili: fumo di tabacco (15%), infezioni croniche (10%) e alcol (3%) in testa, seguiti da eccesso di peso, sedentarietà, inquinamento atmosferico ed esposizioni professionali.

Questo numero è importante perché sposta l’attenzione da qualcosa che sembra ineluttabile — ‘mi è capitato’, ‘è nei geni’ — a qualcosa su cui, entro certi limiti, possiamo intervenire attivamente. Ed è anche il punto di partenza della prospettiva con cui lavoriamo in KRONEMED: studiare il tumore non solo come evento genetico isolato, ma come esito di come il tessuto in cui nasce viene mantenuto nel tempo — la sua irrorazione, la sua infiammazione cronica, il suo carico meccanico, la sua nutrizione. È un’ipotesi di ricerca che stiamo ancora validando, non una certezza sostitutiva della genetica; ma le raccomandazioni pratiche che ne derivano coincidono, punto per punto, con quelle già solidamente stabilite dalla letteratura internazionale sulla prevenzione oncologica. Le riportiamo qui, organizzate per area di intervento.

1. L’infiammazione cronica, il filo conduttore

Gran parte dei processi che favoriscono la crescita tumorale — a livello di tessuto — condividono una radice comune: l’infiammazione cronica non risolta. Una infiammazione acuta (una ferita, un’infezione passeggera) si spegne da sola una volta guarita; quando invece il danno è continuo o ripetuto nel tempo, l’organismo può restare in uno stato di allarme prolungato che, invece di riparare, logora.

  • Preferire un’alimentazione di tipo mediterraneo, ricca di verdura, frutta, legumi, cereali integrali, pesce e olio extravergine d’oliva.
  • Limitare cibi ultra-processati, zuccheri raffinati in eccesso e carni conservate.
  • Trattare tempestivamente le infezioni croniche note (es. epatite virale, Helicobacter pylori) — sono tra le cause più documentate di tumori prevenibili a livello globale.

2. Peso corporeo e salute metabolica

Il sovrappeso, l’obesità e l’insulino-resistenza sono tra i fattori di rischio modificabili più solidamente associati allo sviluppo di diversi tumori, incluso quello del seno, del colon-retto e dell’endometrio.

  • Mantenere un peso corporeo nella norma, o avvicinarvisi gradualmente se necessario.
  • Monitorare periodicamente glicemia e parametri metabolici, specialmente in presenza di familiarità per diabete.

3. Attività fisica: né sedentarietà, né sovraccarico cronico

Il movimento regolare migliora la funzione dei vasi sanguigni più piccoli e l’ossigenazione dei tessuti, oltre ad agire direttamente sul peso e sul metabolismo. Non serve l’attività estrema: quello che conta è la regolarità.

  • Almeno 150 minuti a settimana di attività aerobica moderata (camminata sostenuta, bicicletta, nuoto), secondo le raccomandazioni internazionali.
  • Alternare fasi di attività a fasi di recupero: sia l’immobilità prolungata sia lo sforzo ripetuto senza recupero possono essere controproducenti per la salute dei tessuti nel tempo.

4. Fumo, alcol ed esposizioni ambientali

Da soli, fumo e alcol spiegano quasi un quinto di tutti i casi di tumore prevenibili a livello globale — sono, insieme alle infezioni, i tre fattori più impattanti in assoluto.

  • Non fumare, o smettere: è la singola misura di prevenzione più efficace disponibile.
  • Limitare il consumo di alcol; nessuna quantità di alcol è priva di rischio oncologico, secondo le più recenti revisioni internazionali.
  • Proteggersi dai raggi UV in eccesso; ridurre, dove possibile, l’esposizione professionale e ambientale a sostanze tossiche note.

5. Sonno e gestione dello stress

Lo stress cronico e la privazione di sonno mantengono attivati gli assi ormonali dello stress (cortisolo, adrenalina), che nel tempo favoriscono uno stato infiammatorio di basso grado diffuso nell’organismo.

  • Dare priorità a un sonno regolare, di qualità, di 7-9 ore per notte.
  • Integrare pratiche di gestione dello stress (attività fisica, tecniche di rilassamento, supporto psicologico quando utile) nella routine quotidiana.

6. Micronutrienti e antiossidanti

Alcuni micronutrienti giocano un ruolo nella regolazione dello stato infiammatorio e nella qualità dei tessuti di sostegno (es. collagene). Una carenza prolungata di questi elementi può indebolire le difese naturali dell’organismo.

  • Assicurarsi un apporto adeguato di vitamina D, omega-3 e vitamine antiossidanti (C, E) attraverso l’alimentazione, verificando eventuali carenze con il proprio medico.
  • Evitare diete fortemente restrittive o sbilanciate senza supervisione medica.

7. Diagnosi precoce: il tempo è una variabile clinica

Non tutti i tumori sono prevenibili, ma la tempestività della diagnosi resta uno dei fattori che più incide sull’esito del trattamento. Non rimandare gli esami di screening raccomandati per età e categoria di rischio, e non ignorare sintomi persistenti e inspiegati.

  • Aderire ai programmi di screening raccomandati (mammografia, Pap-test/HPV test, colonscopia o test del sangue occulto, in base a età e linee guida nazionali).
  • Non ignorare i segnali persistenti del corpo che non si risolvono in poche settimane, e parlarne con il proprio medico.

In sintesi: prendersi cura del “terreno” — il modo in cui i nostri tessuti vengono nutriti, irrorati, mossi e riposati nel tempo — non è un’alternativa alla genetica o alla medicina, ma un complemento ad essa, fondato su decenni di evidenza epidemiologica internazionale. È anche l’ipotesi di lavoro che guida la nostra ricerca in KRONEMED: capire non solo perché un tumore nasce, ma perché nasce lì, in quel tessuto, in quel momento — e se, intervenendo prima, si possa fare la differenza.

Fonti principali: Fink H, Langselius O, Vignat J, et al. “Global and regional cancer burden attributable to modifiable risk factors to inform prevention”, Nature Medicine 32, 1306–1315 (2026); World Health Organization, Global status report on cancer, 8 luglio 2026; World Cancer Research Fund / American Institute for Cancer Research, raccomandazioni per la prevenzione del cancro.