Il cancro del colon-retto (CRC) è tra i tumori più comuni al mondo, ma negli ultimi anni cresce in modo preoccupante tra i giovani adulti. I cosiddetti casi di early-onset colorectal cancer (eoCRC), cioè diagnosticati prima dei 50 anni, aumentano del 2% ogni anno. Negli Stati Uniti, il CRC è oggi la prima causa di morte oncologica negli uomini tra i 20 e i 49 anni, e la seconda tra le donne (Jayakrishnan et al., JAMA Oncology).
Uno studio pubblicato sempre su JAMA Oncology (Chiu et al., 2025) dimostra che il test FIT (Fecal Immunochemical Test), eseguito ogni due anni già tra i 40 e i 49 anni, può ridurre la mortalità per CRC del 39% e l’incidenza del 21%. Lo studio ha coinvolto oltre 263.000 persone in Taiwan e rafforza l’idea che anticipare lo screening possa salvare vite.
In Italia, il test FIT è già impiegato dai 50 ai 74 anni nei programmi pubblici di screening. Ma questi nuovi dati pongono le basi per estenderlo anche alla fascia 40-49 anni, soprattutto nei soggetti a rischio. Il test è economico, non invasivo e facilmente ripetibile, quindi adatto anche a un sistema sanitario pubblico.
Tuttavia, per applicare questa strategia servono:
– una revisione delle linee guida nazionali ed europee,
– risorse logistiche aggiuntive per gestire un maggior numero di test,
– una campagna di sensibilizzazione per medici e cittadini.
Progetti pilota regionali potrebbero essere il primo passo verso un nuovo modello di prevenzione oncologica più inclusivo ed efficace.


