L’immunoterapia neoadiuvante consiste nella somministrazione di farmaci immunoterapici, come gli inibitori dei checkpoint (nivolumab, ipilimumab, pembrolizumab), prima dell’intervento chirurgico. L’idea è quella di “preparare” il sistema immunitario ad attaccare il tumore mentre è ancora presente, stimolando una risposta più robusta e diversificata anche contro eventuali micrometastasi. Questo approccio può ridurre la massa tumorale, rendere operabili tumori inizialmente non resecabili, facilitare interventi meno invasivi e permettere una migliore conservazione degli organi.
Melanoma
Per il melanoma in stadio III operabile l’immunoterapia neoadiuvante è già diventata standard di cura. Lo studio di fase III NADINA, pubblicato sul New England Journal of Medicine, ha dimostrato che la sopravvivenza libera da progressione a 12 mesi raggiunge l’84% rispetto al 57% con la strategia tradizionale basata su chirurgia seguita da immunoterapia adiuvante. In oltre la metà dei casi, la terapia post-operatoria può non essere necessaria, con importanti benefici in termini di qualità della vita e riduzione dei costi sanitari.
Carcinoma polmonare non a piccole cellule
Nel tumore del polmone non a piccole cellule resecabile, l’associazione neoadiuvante di nivolumab e chemioterapia ha ottenuto risultati superiori alla sola chemioterapia. Lo studio CheckMate-816 ha mostrato, a quattro anni, una sopravvivenza libera da eventi del 65% contro il 42%, e il 79% dei pazienti trattati era vivo. Anche per questo motivo la combinazione è stata approvata dalle autorità regolatorie come nuova opzione terapeutica.
Colon-retto
Nel carcinoma del colon-retto localmente avanzato, i risultati dello studio di fase II NICHE-2 hanno impressionato la comunità scientifica: in alcuni sottogruppi di pazienti trattati con nivolumab più ipilimumab, la sopravvivenza libera da malattia a tre anni ha raggiunto il 100%. Nei tumori caratterizzati da instabilità microsatellitare elevata (MSI-H/dMMR), l’infiltrazione linfocitaria rappresenta inoltre un importante fattore prognostico, che spiega la particolare sensibilità a questo approccio.
Seno triplo negativo
Il carcinoma mammario triplo negativo, noto per la sua aggressività, ha mostrato risposte migliori con l’aggiunta di pembrolizumab alla chemioterapia neoadiuvante, seguita dallo stesso farmaco anche in fase adiuvante. Il follow-up a cinque anni dello studio KEYNOTE-522 ha confermato un vantaggio in sopravvivenza globale rispetto alla sola chemioterapia.
Carcinoma uroteliale
Nei tumori della vescica, i dati preliminari indicano risposte incoraggianti, soprattutto nelle forme di dimensioni più ridotte. Parallelamente, nuovi farmaci come durvalumab e pembrolizumab hanno ricevuto approvazioni regolatorie tra il 2024 e il 2025 per l’impiego in setting neoadiuvanti in diversi tumori resecabili, ampliando la gamma di possibilità terapeutiche.
Prospettive future
La sfida principale ora è identificare i pazienti che beneficiano di più grazie a biomarcatori predittivi affidabili, sviluppare combinazioni innovative con altre terapie mirate o anticorpi coniugati e perfezionare modelli predittivi con intelligenza artificiale e strumenti matematici. Rimane cruciale anche la gestione degli effetti collaterali, in particolare quelli endocrini, per i quali sono già attivi protocolli di sorveglianza.
Conclusione
L’immunoterapia neoadiuvante segna una svolta nel trattamento dei tumori operabili. Melanoma, polmone, colon-retto, seno triplo negativo e vescica sono oggi i campi più promettenti, con benefici documentati in termini di sopravvivenza e qualità della vita. Si apre così una fase nuova in oncologia, in cui il sistema immunitario del paziente diventa protagonista fin dalle prime battute della cura.
Fonti principali
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Rozeman EA, et al. Nivolumab and Ipilimumab in Resectable Stage III Melanoma. New England Journal of Medicine, 2025.
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Forde PM, et al. Neoadjuvant Nivolumab plus Chemotherapy in Resectable Lung Cancer (CheckMate-816). New England Journal of Medicine, 2022. Aggiornamento 2025.
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Chalabi M, et al. Neoadjuvant Immunotherapy in Colon Cancer: NICHE-2 Study Results. Nature Medicine, 2024.
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Schmid P, et al. Pembrolizumab plus Neoadjuvant Chemotherapy in Triple-Negative Breast Cancer (KEYNOTE-522). New England Journal of Medicine, 2020. Follow-up a 5 anni, 2025.
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Galsky MD, et al. Neoadjuvant Durvalumab in Resectable Urothelial Carcinoma. Journal of Clinical Oncology, 2025.
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FDA Approvals, 2024–2025: Durvalumab (NSCLC, vescica), Pembrolizumab (HNSCC).
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AIOM – Linee guida immunoterapia oncologica, aggiornamento 2025.


