Cani e gatti non condividono solo le nostre case: condividono spesso la nostra alimentazione, la nostra sedentarietà, persino l’aria che respiriamo in ambiente domestico. Non sorprende, allora, che sviluppino tumori sorprendentemente simili ai nostri. Studi genetici recenti hanno mappato per la prima volta in modo sistematico le mutazioni più comuni nei tumori del gatto, trovando alterazioni negli stessi geni chiave già noti nell’oncologia umana. Nel cane, l’osteosarcoma — un tumore osseo aggressivo — viene studiato attivamente proprio perché assomiglia in modo impressionante alla stessa malattia nei bambini, con un’incidenza però 10-50 volte superiore: una finestra naturale, rara e preziosa, su un tumore raro nell’uomo.

Anche i fattori di rischio si somigliano più di quanto si pensi: un animale sovrappeso e poco attivo, come una persona sovrappeso e sedentaria, corre un rischio oncologico più alto, probabilmente attraverso gli stessi meccanismi di infiammazione cronica e squilibrio metabolico. Per questo motivo esiste un approccio di ricerca chiamato “One Medicine”, che studia insieme la salute umana e animale invece di tenerle separate. Poiché la vita di un cane o di un gatto è molto più breve della nostra, i loro tumori si sviluppano più rapidamente — offrendo ai ricercatori una finestra accelerata su processi che nell’uomo richiedono decenni. Ogni studio condotto su un animale malato, sempre nel pieno rispetto del suo benessere, può quindi aiutare non solo i pazienti animali di domani, ma anche noi.

Fonti

  • Francis BA et al. The oncogenome of the domestic cat. Science 2026;391(6787):793-799
  • Comparative Oncology Program, Center for Cancer Research, National Cancer Institute (NIH) — ccr.cancer.gov/comparative-oncology-program
  • Gordon I, Paoloni M, Mazcko C, Khanna C. The Comparative Oncology Trials Consortium: using spontaneously occurring cancers in dogs to inform the cancer drug development pathway. PLoS Med 2009;6(10):e1000161