Un recente studio pubblicato sul British Journal of Cancer ha analizzato oltre 55.000 nuovi casi di tumore diagnosticati nel Regno Unito nel 2018, con l’obiettivo di capire quali sintomi sono associati ai diversi tipi di cancro e quali invece si presentano in modo più generico, rendendo la diagnosi precoce più difficile.
I ricercatori hanno classificato i tumori in tre categorie:
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quelli che si manifestano con un sintomo specifico e dominante (come il nodulo nel tumore al seno o la raucedine nel tumore alla laringe),
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quelli che si presentano con una gamma ampia e confusa di sintomi (come pancreas o reni),
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e infine i tumori che vengono spesso scoperti senza alcun sintomo evidente, come la leucemia linfatica cronica o il tumore alla prostata.
I sintomi più chiari per organo
Dallo studio emergono alcuni segnali chiave, legati in modo più diretto a specifici organi:
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Cervello: crisi epilettiche, mal di testa ricorrente, disturbi neurologici.
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Occhio: alterazioni della vista, macchie persistenti (anche se spesso il tumore è asintomatico).
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Laringe: raucedine persistente (presente nel 69% dei casi).
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Polmone: emottisi (sangue dalla bocca o naso, molto indicativo), tosse cronica.
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Seno: nodulo palpabile (75% dei casi).
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Pelle: comparsa di neo o lesione cutanea anomala (71% nei melanomi).
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Colon e retto: sangue nelle feci, cambiamento nelle abitudini intestinali.
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Pancreas e fegato: dolore o fastidio nella parte alta dell’addome, ittero, perdita di peso.
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Reni e vescica: sangue nelle urine (ematuria).
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Prostata: sintomi urinari, ma spesso è asintomatico, scoperto casualmente.
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Sistema linfatico: gonfiore dei linfonodi, febbre, perdita di peso.
Molti altri sintomi, come stanchezza cronica, perdita di peso, dolori vaghi e sudorazioni notturne, sono invece non specifici, ma possono essere comuni a molte forme tumorali. Proprio questi sono i più insidiosi, perché spesso vengono sottovalutati o associati a patologie meno gravi.
Cosa ci dice questo studio
Una delle principali conclusioni dello studio è che i sintomi non dovrebbero essere valutati solo in relazione a un organo, come spesso accade nelle linee guida mediche attuali. Al contrario, molti sintomi – soprattutto i più vaghi – possono essere segnali di diversi tipi di tumore.
Gli autori propongono quindi di rivedere le strategie di diagnosi precoce, migliorare le campagne di sensibilizzazione e rafforzare i percorsi diagnostici anche per quei pazienti che non presentano sintomi “tipici”. In particolare, si suggerisce che nuovi strumenti, come i test multi-cancro (MCED), potrebbero essere usati in combinazione con i sintomi riportati dal paziente per orientare meglio i controlli.
Inoltre, lo studio mette in evidenza come alcuni sintomi possano avere un significato diverso tra uomini e donne: per esempio, dolori muscoloscheletrici sono spesso legati a sarcomi nei giovani, ma negli uomini possono anche indicare tumore alla prostata.
Un messaggio per tutti
Sapere quali sintomi meritano attenzione può fare la differenza. I sintomi più chiari – come noduli, sangue nelle urine o nelle feci, cambiamenti cutanei – vanno sempre segnalati al medico. Ma anche i segnali più vaghi non devono essere ignorati, soprattutto se durano più di qualche settimana.
Ascoltare il proprio corpo e parlare con un medico resta la prima forma di prevenzione, accanto agli screening raccomandati per età e familiarità.
Fonte
Zakkak N, Barclay ME, Swann R, et al. The presenting symptom signatures of incident cancer: evidence from the English 2018 National Cancer Diagnosis Audit. British Journal of Cancer (2024); 130:297–307.


