Tra supporto emotivo insufficiente, riabilitazione frammentata e discriminazioni finanziarie, l’Europa rischia di lasciare indietro milioni di persone che vivono dopo un tumore.

L’European Cancer Organisation (ECO) ha pubblicato il nuovo policy paper Next Level EU Cancer Survivorship and Quality-of-Life Policy, un documento che punta i riflettori su una realtà spesso dimenticata: vivere dopo il cancro non significa necessariamente tornare alla normalità. In Europa sono oltre venti milioni le persone che convivono con gli effetti della malattia e dei trattamenti, e ogni anno circa 85.000 casi di depressione sono attribuiti alle conseguenze del tumore.

Il report denuncia un divario crescente tra gli obiettivi del Europe’s Beating Cancer Plan e ciò che realmente accade nei percorsi di cura dei diversi Paesi UE. Molti degli strumenti considerati essenziali per migliorare la qualità di vita dei sopravvissuti — dal Right to Be Forgotten alle strategie per il ritorno al lavoro, fino alla European Survivor Smartcard App — risultano solo parzialmente implementati o ancora assenti.

La fotografia scattata da ECO è chiara: l’accesso alla riabilitazione oncologica, al supporto psicologico e alle cure palliative rimane profondamente disomogeneo. In alcune aree d’Europa, i servizi sono strutturati e multidisciplinari; in altre, chi ha superato un tumore continua a navigare fra appuntamenti sparsi, liste d’attesa e ostacoli burocratici.
Le differenze riguardano anche la protezione sociale: fino a un quarto dei cancer survivor incontra difficoltà nell’ottenere mutui, assicurazioni o servizi finanziari, nonostante la guarigione clinica. Una forma di discriminazione che, come sottolinea la curatrice del report Françoise Meunier, “riguarda i diritti umani prima ancora che le politiche sanitarie”.

Secondo il presidente ECO Csaba Dégi, la qualità di vita deve diventare un indicatore centrale nel valutare l’efficacia delle politiche oncologiche. Non basta aumentare i tassi di sopravvivenza: occorre garantire che chi sopravvive possa farlo con dignità, benessere, autonomia. Per questo ECO propone la creazione, entro il 2026, di una European Cancer Survivorship & Quality-of-Life Charter, una Carta europea dedicata alla definizione di criteri misurabili di progresso, da integrare nel prossimo bilancio UE 2028–2034.

Il messaggio è chiaro: l’Europa non può permettersi di considerare la sopravvivenza al cancro come un traguardo puramente clinico. Serve un cambio di paradigma che includa la salute mentale, la riabilitazione, il reinserimento sociale e lavorativo, la lotta alla discriminazione finanziaria. Solo così la sopravvivenza potrà tradursi in vera vita.