Il Cancer Policy Forum, ospitato ogni anno alla Camera dei Deputati, è diventato uno dei momenti più significativi del dialogo nazionale sul cancro. Non è un semplice evento istituzionale: rappresenta uno spazio in cui politica, associazioni di pazienti e mondo sanitario si incontrano per misurare i risultati ottenuti e definire le prossime priorità. Alla base c’è il lavoro del gruppo di advocacy “La salute: un bene da difendere, un diritto da promuovere”, una rete oggi composta da 47 associazioni che portano alla Camera l’esperienza concreta di chi vive quotidianamente la malattia oncologica.

L’edizione 2025 ha confermato quanto la dimensione sociale del cancro sia ormai inseparabile da quella clinica. Il tema più forte è stato quello della tutela del lavoro: la nuova legge che garantisce maggiore protezione alle persone con tumori, malattie invalidanti o croniche è stata definita un traguardo storico. Per la prima volta, il Parlamento riconosce che il percorso terapeutico non può essere affrontato se nel frattempo la persona rischia il licenziamento, la perdita di reddito o una precarietà strutturale. In parallelo, è stata sottolineata l’importanza della mozione sulla nutrizione clinica, che inserisce l’alimentazione e la presa in carico nutrizionale all’interno dei percorsi di cura, non come elemento accessorio ma come vera componente terapeutica.

Il ministro della Salute Orazio Schillaci, intervenendo al Forum, ha ribadito che la lotta contro il cancro è “una priorità” del Governo. La sua posizione sintetizza una visione in cui prevenzione, screening, ricerca e sostegno alle famiglie procedono insieme. Schillaci ha ricordato gli investimenti previsti nella legge di bilancio su prevenzione e diagnosi precoce, dall’ampliamento delle fasce d’età degli screening per mammella e colon-retto fino al percorso che porterà lo screening del tumore del polmone nei programmi gratuiti del Servizio Sanitario Nazionale. Il ministro ha richiamato anche la legge sull’oblio oncologico, definita un passo di civiltà che restituisce dignità e futuro a chi è guarito.

Il Forum ha riportato inoltre l’attenzione sul problema delle disuguaglianze territoriali. Le differenze tra Nord e Sud nell’adesione agli screening restano marcate, e rappresentano uno degli ostacoli principali per garantire equità di accesso alle cure. Sono emerse anche nuove priorità: l’estensione dei test genetici, il rafforzamento delle vaccinazioni per i pazienti fragili, il sostegno ai caregiver, la necessità di riconoscere contributi figurativi per chi è in aspettativa per terapie oncologiche.

Guardando nel complesso ai contenuti del Forum, emerge una visione di oncologia che supera il confine della medicina strettamente clinica. La cura del cancro – come è stato più volte ribadito – non si esaurisce nei reparti ospedalieri ma entra nella vita quotidiana: nel lavoro, nelle tutele sociali, nell’alimentazione, nella stabilità economica delle famiglie. Questo approccio integrato è ciò che rende il Cancer Policy Forum un laboratorio politico importante. È il luogo in cui la società civile chiede conto dei progressi e, al tempo stesso, offre competenze, dati e prospettive alla politica.

Il Forum rappresenta anche uno strumento di responsabilità pubblica: tra un anno e l’altro, il gruppo di associazioni verifica cosa è stato fatto e identifica ciò che ancora manca. Il suo valore è proprio questo: legare i bisogni reali dei pazienti alle decisioni legislative, affinché il diritto alla salute non sia solo un principio, ma una condizione concreta. Per chi, come CancerToday.info, si impegna nella divulgazione, nella prevenzione e nella cultura della salute, raccontare questo processo significa contribuire a trasformare la consapevolezza pubblica in cambiamento sociale. Il cancro non è solo una malattia: è una questione di diritti, equità e dignità. E il Cancer Policy Forum alla Camera è oggi uno dei luoghi più importanti in cui questa consapevolezza prende forma politica.

Fonti

  • ANSA – Salute e Benessere
  • ADNkronos Salute
  • Camera dei Deputati – Resoconti e Comunicati