Un recente studio condotto dall’Università di Tecnologia del Queensland (QUT) ha portato a nuove scoperte importanti per l’identificazione precoce e il trattamento del cancro alla prostata aggressivo.

I ricercatori, guidati dalla Professoressa Jyotsna Batra e dal Professore Emerito Judith Clements, hanno scoperto una variante genetica (chiamata SNP) nel gene che produce l’antigene prostatico specifico (PSA). Questa variante genetica può ridurre i livelli di PSA nel sangue, il che rende difficile identificare il cancro aggressivo in fase precoce. Questo può portare a ritardi nella diagnosi o addirittura a diagnosi mancate. Inoltre, l’attuale test del PSA non riesce a distinguere tra tumori aggressivi e non aggressivi, causando spesso diagnosi e trattamenti non necessari che hanno un impatto negativo sulla qualità della vita dei pazienti.

Lo studio punta a sviluppare uno strumento che aiuti i medici a identificare i pazienti ad alto rischio di cancro aggressivo, anche quando i livelli di PSA sono bassi. Questo rappresenta un passo avanti verso trattamenti più personalizzati e migliori per i pazienti, contribuendo a evitare esami inutili e a migliorare la loro qualità di vita.

Lo studio è stato pubblicato su Nature Communications e ha coinvolto oltre 60 ricercatori da tutto il mondo (Srinivasan et al., 2024; DOI: 10.1038/s41467-024-52472-6).