Il Dietary Inflammatory Index (DII) è uno strumento sviluppato nel 2014 da James R. Shivappa e collaboratori per stimare il potenziale infiammatorio della dieta. L’indice si basa su una vasta revisione della letteratura scientifica che ha analizzato l’effetto di nutrienti, alimenti e composti bioattivi sui principali marker dell’infiammazione sistemica, come proteina C-reattiva e citochine pro- e anti-infiammatorie.
Il DII non classifica gli alimenti come “buoni” o “cattivi”, ma ne valuta l’impatto biologico sull’infiammazione. Uno score negativo indica un effetto anti-infiammatorio, uno score positivo un potenziale effetto pro-infiammatorio. Il valore finale deriva dalla somma dei contributi alimentari e riflette il pattern complessivo della dieta.
Il calcolo del DII può includere fino a 45 componenti, tra cui macronutrienti, vitamine, minerali, acidi grassi omega-3 e omega-6, polifenoli, flavonoidi e spezie. Non esiste una tabella ufficiale di score per singolo alimento; i valori riportati di seguito sono intervalli indicativi, utilizzati a scopo divulgativo per comprendere le tendenze e costruire pasti con bilancio anti-infiammatorio.
Alimenti a effetto anti-infiammatorio
(score DII indicativo negativo)
Curcuma −1,5 / −2,0
Zenzero −1,3 / −1,7
Aglio −1,0 / −1,3
Cipolla −0,9 / −1,2
Tè verde −0,8 / −1,1
Olio extravergine d’oliva −0,6 / −1,0
Verdure a foglia verde −0,6 / −0,9
Broccoli e crucifere −0,5 / −0,8
Frutti di bosco −0,5 / −0,8
Pomodori −0,4 / −0,6
Legumi −0,4 / −0,6
Pesce ricco in omega-3 −0,3 / −0,5
Frutta secca −0,3 / −0,5
Cereali integrali −0,2 / −0,4
Alimenti a effetto pro-infiammatorio
(score DII indicativo positivo)
Zuccheri raffinati +1,0 / +1,3
Bevande zuccherate +0,9 / +1,2
Carni lavorate +0,8 / +1,1
Grassi trans +0,7 / +1,0
Dolci industriali +0,6 / +0,9
Farine raffinate +0,5 / +0,8
Carni rosse (consumo frequente) +0,4 / +0,7
Burro e grassi saturi +0,3 / +0,6
Formaggi stagionati +0,2 / +0,4
Alcol (eccesso) +0,4 / +0,6
Un principio fondamentale del DII è la possibilità di combinare gli alimenti. Un pasto può includere anche elementi con score positivo, purché il bilancio finale rimanga negativo. Ad esempio, cereali integrali (−0,3), verdure condite con olio extravergine d’oliva (−0,8) e legumi (−0,5), anche con una piccola quota di formaggio (+0,3), portano a uno score complessivo stimato di −1,3, con un effetto anti-infiammatorio.
In ambito oncologico, numerosi studi osservazionali hanno associato diete ad alto DII a un aumento del rischio di diversi tumori e a livelli più elevati di infiammazione sistemica. Una dieta con DII basso non sostituisce le terapie, ma può contribuire alla prevenzione, al supporto durante i trattamenti e al miglioramento della qualità di vita.
Il messaggio chiave è che il DII rappresenta una bussola, non una regola rigida: favorire alimenti anti-infiammatori nella quotidianità aiuta a sostenere l’equilibrio biologico dell’organismo nel lungo periodo.


