I test del sangue basati su biomarcatori rappresentano una nuova frontiera nello screening del cancro colorettale (CRC), offrendo un’opzione meno invasiva rispetto ai metodi tradizionali come la colonscopia o i test fecali. Negli Stati Uniti, Medicare Parte B copre questi test ogni tre anni per individui asintomatici di età compresa tra 45 e 85 anni, a rischio medio di sviluppare il CRC.

Cos’è un test del sangue basato su biomarcatori?

Questi test rilevano frammenti di DNA tumorale circolante (cfDNA) nel sangue, che possono indicare la presenza di tumori o lesioni precancerose nel colon. Il test Shield, approvato dalla FDA nel 2024, è attualmente l’unico test del sangue autorizzato per lo screening primario del CRC in persone a rischio medio. In uno studio clinico su circa 8.000 partecipanti, Shield ha identificato l’83% dei casi di cancro colorettale, ma ha mostrato una sensibilità molto bassa (13%) nel rilevare adenomi avanzati, che sono precursori del cancro .

Vantaggi e limiti

Vantaggi:

  • Procedura semplice e non invasiva, senza necessità di preparazione intestinale.

  • Può aumentare la partecipazione allo screening tra coloro che evitano test più invasivi.

  • Copertura completa da parte di Medicare per gli aventi diritto.

Limiti:

  • Bassa sensibilità nel rilevare adenomi avanzati, limitando la capacità di prevenzione del cancro.

  • Tasso di falsi positivi del 10%, che può portare a colonscopie non necessarie .

  • Non sostituisce la colonscopia, che rimane il gold standard per la rilevazione e la rimozione di lesioni precancerose.

Confronto con altri metodi di screening

Mentre i test del sangue offrono una maggiore comodità, i metodi tradizionali come la colonscopia e i test fecali (FIT, gFOBT) hanno una maggiore efficacia nella prevenzione del CRC attraverso la rilevazione e la rimozione di polipi precancerosi. Studi hanno dimostrato che sostituire i test tradizionali con quelli del sangue potrebbe portare a un aumento dei casi e dei decessi per cancro colorettale.

Conclusione

I test del sangue basati su biomarcatori rappresentano un’opzione promettente per aumentare la partecipazione allo screening del cancro colorettale, soprattutto tra coloro che evitano metodi più invasivi. Tuttavia, a causa della loro limitata capacità di rilevare lesioni precancerose, non dovrebbero sostituire i metodi di screening tradizionali, ma piuttosto integrarsi in un approccio personalizzato alla prevenzione del CRC. È fondamentale che i pazienti discutano con il proprio medico le opzioni di screening più adatte al loro profilo di rischio.