Si è insediato in Municipio XII il Gruppo di lavoro “Con il Seno di poi”, finalizzato a costruire una rete di supporto sociale per le donne operate di tumore al seno
Roma, 16/9/2026 – Si è insediato il 15 settembre in Municipio XII il gruppo di lavoro Con il Seno di poi, un tavolo tecnico e partecipato che riunisce professioniste, associazioni, volontarie, pazienti e operatori sanitari con l’obiettivo di definire una strategia organica di sostegno alle donne operate di tumore al seno nel periodo post‑operatorio. L’avvio del gruppo ha confermato quanto questa fase, spesso segnata da solitudine, disorientamento e mancanza di informazioni, richieda una risposta strutturata, capace di integrare servizi sanitari, psicologici, sociali e di comunità.
Il confronto, promosso dal Consigliere e Presidente della Commissione Politiche Sociali del XII Municipio Alessandro Alongi, ha evidenziato la necessità di rendere visibile e accessibile la rete dei servizi già esistenti. Molte donne, infatti, arrivano ai professionisti senza sapere quali opportunità siano disponibili sul territorio, quali percorsi seguire o quali diritti possano esercitare. Da qui l’urgenza di costruire un sistema chiaro, coordinato e facilmente utilizzabile, che accompagni le pazienti oltre la fase della “sopravvivenza”, quando emergono le insidie di un percorso lungo, fatto di controlli, ansia, cambiamenti del corpo e ridefinizione della propria identità. Centrale, nel dibattito, è stato il tema dell’empowerment: le donne devono essere messe nelle condizioni di riconoscere le proprie risorse e recuperare la dimensione personale, emotiva e femminile che la malattia spesso mette in ombra.
Le professioniste presenti – tra cui psiconcologhe, nutrizioniste, professioniste sanitarie e volontari – hanno sottolineato l’importanza di aiutare le donne a sentirsi “altro” rispetto alla malattia, attraverso spazi dedicati alla cura di sé, alla creatività e alla relazione: laboratori di makeup, percorsi artistici, attività di movimento creativo e gruppi di mutuo aiuto, tutti orientati a un approccio biopsicosociale che superi la dimensione esclusivamente clinica.
Tra le proposte emerse figurano strumenti innovativi come il “passaporto del dopo”, pensato per raccogliere in modo ordinato tutti i servizi disponibili nel post‑operatorio, e il kit di salvataggio, un QR code che permette di accedere a esercizi di respirazione, musiche rilassanti e tecniche utili a gestire l’ansia dei controlli. È stato inoltre ricordato il valore del “cordino con il girasole”, simbolo internazionale delle patologie invisibili, che consente alle pazienti di accedere a corsie agevolate senza dover giustificare la propria condizione.
Un tema ricorrente è stato quello dell’orientamento. È emersa la necessità di un numero verde dedicato alle pazienti oncologiche, capace di fornire supporto, informazioni e accompagnamento nei momenti di maggiore smarrimento. Allo stesso modo, è stato sottolineato quanto sia importante un servizio aggiornato che indirizzi le donne ai vari strumenti di welfare disponibili, dal bonus psicologico alla legge 104.
Un contributo significativo è arrivato dall’ASL Roma 3, che ha presentato il nuovo ambulatorio Punto Seno. Raggiungibile via telefono o mail, il servizio, accessibile anche alle non residenti, consente di gestire rapidamente mammografie dubbie, autopalpazioni sospette e approfondimenti diagnostici, incluse biopsie. Il Punto Seno rappresenta un presidio fondamentale per ridurre attese e smarrimento, offrendo un percorso chiaro e accompagnato sin dal primo sospetto diagnostico.
Ampio spazio è stato dedicato anche ai caregiver, spesso lasciati soli di fronte alle difficoltà emotive e pratiche che accompagnano la malattia. Sono stati proposti laboratori artistici, percorsi di mindfulness e strumenti per aiutare le mamme a comunicare la malattia ai figli, come il libro Mamma uovo, utile per spiegare ai bambini gli effetti della chemioterapia.
Anche il tema della nutrizione è stato richiamato come elemento centrale del benessere delle pazienti. Le professioniste hanno evidenziato la necessità di fornire informazioni corrette, sfatare fake news e promuovere uno stile di vita attivo che integri alimentazione, movimento e meditazione. In questo quadro si inseriscono anche le attività di riabilitazione post‑operatoria, come il nordic walking, che aiuta le donne a recuperare equilibrio e quotidianità.
Un altro punto emerso riguarda le donne giovani, spesso costrette a confrontarsi con diagnosi inattese e con dubbi complessi legati alla fertilità, alla lettura dei referti e alla gestione della vita familiare. È stata proposta la creazione di una web app che raccolga tutti i servizi disponibili, utile anche per ginecologi e professionisti che non sempre conoscono realtà come il Punto Seno. L’oncofertilità è stata indicata come ambito da approfondire, insieme alla necessità di coinvolgere CAF e servizi di assistenza per le pratiche burocratiche.
Le associazioni presenti hanno sottolineato inoltre l’importanza di integrare servizi pubblici e iniziative spontanee, evitando progettualità frammentate e garantendo sostenibilità attraverso linee di finanziamento dedicate. È stato richiamato il tema delle disuguaglianze, che colpiscono in particolare le donne straniere, per le quali è necessario coinvolgere mediatori culturali e definire protocolli specifici negli ospedali. Infine, è stato evidenziato il ruolo dell’arte e della fotografia come strumenti capaci di generare emozione, consapevolezza e comunicazione verso il grande pubblico.
Il promotore del progetto, il Consigliere Alessandro Alongi, ha ricordato che “il dopo è una fase che non può essere lasciata all’improvvisazione: le istituzioni hanno il dovere di costruire una rete che accompagni le donne, che le orienti e che dia loro la certezza di non essere sole”. Alongi ha sottolineato come il Municipio XII abbia scelto di investire su un modello partecipato, capace di valorizzare le competenze del territorio e di trasformare le proposte emerse in azioni concrete: “La qualità dei contributi raccolti dimostra che il territorio è pronto a fare un salto di qualità. Ora il compito delle istituzioni è dare continuità, metodo e visione a questo lavoro”.
Il neonato gruppo di lavoro ha mostrato un territorio ricco di competenze, sensibilità e professionalità. Il Municipio Roma XII ringrazia tutte le partecipanti, le associazioni, le pazienti e i professionisti che hanno contribuito con idee, testimonianze e proposte. Il percorso avviato rappresenta un modello di collaborazione che punta a costruire una rete stabile, inclusiva e capace di rispondere in modo concreto ai bisogni delle donne operate di tumore al seno.


