Roma, 17 novembre 2025 – È stata presentata oggi, all’Auditorium dell’Università Cattolica e del Policlinico Gemelli, la Fondazione Giovanni Scambia, il nuovo ente del Terzo Settore dedicato a proseguire l’impegno scientifico e umano del professor Giovanni Scambia, figura di riferimento internazionale nella ginecologia oncologica, scomparso prematuramente nel 2025. La data scelta coincide con la Giornata mondiale contro i tumori della cervice uterina, un ambito in cui Scambia ha lasciato contributi decisivi tra ricerca, chirurgia e prevenzione.
La Fondazione nasce con l’obiettivo di sostenere la ricerca oncologica, formare le nuove generazioni di medici e promuovere una cultura della prevenzione più consapevole. Come ha spiegato Luisa Scambia, figlia del professore, l’intento è trasformare l’enorme affetto ricevuto dopo la sua scomparsa in un impegno concreto, riprendendo i progetti che il padre non aveva ancora potuto realizzare. Anche per questo la Fondazione vuole mantenere vivo un modello di cura basato non solo sull’eccellenza clinica, ma sull’attenzione alla persona, principio cardine del lavoro del professore.
Nel corso della presentazione, Anna Fagotti, direttore di Ginecologia Oncologica al Gemelli, ha ricordato come Scambia abbia innovato profondamente la disciplina, guidando trial clinici fondamentali, migliorando le tecniche chirurgiche e contribuendo allo sviluppo di linee guida che oggi sono riferimento per la cura dei tumori ginecologici. Il Comitato Scientifico della nuova Fondazione riunisce nomi di spicco della medicina italiana e internazionale per garantire continuità e solidità scientifica ai progetti futuri.
Giovanni Scambia, nato a Catanzaro nel 1959, laureato alla Cattolica e autore di oltre 1.100 pubblicazioni, ha formato generazioni di specialisti, ricevuto riconoscimenti nazionali e internazionali e costruito uno dei centri più avanzati al mondo nella ginecologia oncologica, oggi tra i primi quattro nella classifica globale dei World’s Best Specialized Hospitals.
La Fondazione che porta il suo nome si propone ora di custodire e proiettare nel futuro questa eredità, trasformando un lutto collettivo in una nuova risorsa per la ricerca, la cura e la salute delle donne.


