Il Congresso AIOM 2025 ha mostrato come l’oncologia italiana stia entrando in una stagione di grande trasformazione. L’immunoterapia avanza in molte sedi tumorali, si combina con nuovi farmaci come gli antibody–drug conjugates e trova spazio anche nelle fasi precoci dei percorsi terapeutici. La medicina molecolare diventa sempre più decisiva nella selezione delle terapie più efficaci e nella riduzione dei trattamenti inutili.
Di seguito una panoramica dettagliata organo per organo.

Polmone – ADC e immunoterapia anticipata

Nel carcinoma polmonare l’attenzione si concentra sull’ascesa degli antibody–drug conjugates, in particolare le molecole dirette contro HER3 e TROP2, che offrono nuove opzioni ai pazienti già trattati. L’immunoterapia in setting neoadiuvante emerge come uno degli ambiti più promettenti, mostrando la capacità di ridurre la massa tumorale prima dell’intervento. Rimane centrale il tema dello screening con TAC a basso dosaggio, con la richiesta di un’applicazione più omogenea a livello nazionale.

Cervello – Vaccini personalizzati e immunoterapie locali

Nel glioblastoma si affermano vaccini personalizzati costruiti sui neoantigeni del singolo paziente e nuove modalità di immunoterapia locale, come vettori virali oncolitici capaci di rendere il microambiente cerebrale più favorevole alla risposta immunitaria.

Testa e collo – Immunoterapia nelle fasi iniziali

Nei tumori della testa e del collo l’immunoterapia entra progressivamente nelle fasi iniziali del trattamento. Somministrata prima della chirurgia o dopo i trattamenti loco-regionali, può aumentare la probabilità di risposta patologica completa e migliorare le prospettive di sopravvivenza.

Ematologia – CAR-T e combinazioni mirate

Per linfomi e mieloma multiplo continuano a crescere le opzioni terapeutiche. Le CAR-T vengono valutate in linee sempre più precoci e nuove combinazioni mirate consentono di ottenere risposte più durature con un migliore profilo di tollerabilità.

Mammella – SERD orali e ADC nei sottotipi difficili

Nel carcinoma mammario HR+/HER2− si rafforza l’utilità dei SERD orali, soprattutto nelle pazienti portatrici di mutazioni ESR1. Nel triplo negativo si conferma il ruolo innovativo degli ADC anti-TROP2, che offrono un notevole equilibrio tra efficacia e riduzione degli effetti collaterali.

Ginecologici – PARP selettivi e combinazioni terapeutiche avanzate

Nel tumore dell’ovaio l’uso degli inibitori PARP diventa più selettivo e guidato dal profilo genomico, in particolare dalle mutazioni BRCA e dallo stato HRD. Nel carcinoma dell’endometrio le combinazioni tra immunoterapia e anti-angiogenici mostrano dati molto promettenti, soprattutto nei tumori MSI-H.

Prostata e urogenitali – Intensificazione precoce e nuovi biomarcatori

Nel carcinoma prostatico viene confermata l’efficacia dell’intensificazione precoce con antiandrogeni di nuova generazione associati alla deprivazione androgenica. Per rene e vescica si rafforza l’utilizzo dei biomarcatori per orientare in modo più preciso la scelta tra immunoterapia e terapie target.

Gastrointestinali – Immunoterapia selettiva e nuovi target

Per il colon-retto l’immunoterapia mantiene un ruolo centrale nei tumori MSI-H, mentre emergono ulteriori strategie anti-HER2. Nell’epatocarcinoma le combinazioni immunoterapia più anti-angiogenici si confermano come opzione di riferimento. Nel pancreas il monitoraggio mediante ctDNA offre indicazioni più tempestive sulla risposta alle terapie e sul rischio di recidiva.

Sarcomi, GIST e tumori rari – Nuove evidenze e reti dedicate

I tumori rari beneficiano dell’ampliamento delle reti cliniche specializzate e della crescente collaborazione multidisciplinare. Per sarcomi e GIST arrivano nuovi dati su farmaci target destinati ai casi resistenti agli inibitori di prima linea.

Oncologia pediatrica – Profilazione genomica per cure più mirate

Nei tumori pediatrici la profilazione genomica permette di limitare trattamenti eccessivamente tossici, indirizzando i bambini verso terapie più mirate e meglio tollerate, senza ridurre l’efficacia terapeutica.

Lungo-viventi – Follow-up strutturati e attenzione agli effetti tardivi

La crescente popolazione dei pazienti lungo-viventi richiede percorsi più strutturati: follow-up programmati, attenzione alle tossicità tardive, supporto psicologico e un maggior impegno nel favorire il reinserimento lavorativo. L’aggiornamento delle linee guida AIOM mira a uniformare questi percorsi su scala nazionale.