Daromun, combinazione innovativa di due fusioni anticorpo-citochina (L19IL2 e L19TNF), rappresenta una delle novità più promettenti nel trattamento neoadiuvante del melanoma localmente avanzato. A differenza delle terapie sistemiche convenzionali, Daromun viene somministrato per via intralesionale, concentrando l’effetto immunostimolante direttamente nel microambiente tumorale. L’anticorpo L19, comune a entrambi i componenti, permette di veicolare interleuchina‑2 (IL-2) e TNF-α selettivamente sui vasi neoformati del tumore.
Il trial PIVOTAL (NCT02938299), presentato ad ASCO ed ESMO 2024, ha dimostrato risultati significativi: i pazienti trattati con Daromun + chirurgia hanno ottenuto una sopravvivenza libera da recidiva (RFS) mediana di 16,7 mesi, contro i 6,8 mesi della sola chirurgia (HR 0.59, p=0.005). Anche la sopravvivenza libera da metastasi a distanza (DMFS) è risultata migliorata (28,0 vs 17,8 mesi).
Rispetto alle terapie convenzionali, Daromun non richiede immunosoppressione sistemica, è ben tollerato (nessun evento autoimmune grave) e favorisce una risposta immunitaria sistemica a partire da una stimolazione locale. Il suo utilizzo si integra perfettamente in un approccio chirurgico, migliorando le prospettive di lungo termine dei pazienti. Studi precedenti (Miura et al., Future Oncol. 2019) confermano il potenziale di questa terapia mirata nel ridurre la recidiva precoce e nel generare una risposta duratura.


